Eternal Strands è il titolo di debutto di Yellow Brick Games, una software house indie canadese nata nel 2020 e guidata da Mike Laidlaw. Un nome sicuramente familiare tra gli addetti ai lavori, visto che in passato ha lavorato come direttore creativo e lead designer in Bioware, contribuendo in maniera decisiva alla realizzazione di titoli quali Mass Effect, Dragon Age: Origins e Jade Empire.
Quello concepito da Mike e colleghi è un mondo pieno di magia, avventure e creature fantastiche, che metterà alla prova i giocatori sin dai primi momenti di gioco. Non perdiamoci però in altre chiacchere e lanciamoci in questa recensione della versione Pc di Eternal Strands. Ricordiamo che il gioco, pubblicato dallo stesso team di sviluppo, è disponibile anche su PS5 e Xbox Series X/S. Buona lettura.
SECONDARIE DA CONSIDERARE
Eternal Strands si apre presentandoci una banda di Weavers, stregoni nomadi che sognano di poter far ritorno presso la loro vera patria, denominata l’Enclave. Un tempo dimora dei Weavers più rinomati del mondo, essa è stata misteriosamente sigillata per decenni da un misterioso e pericoloso velo. La speranza sembrava perduta fino a quando Oria, fondatrice della sopracitata banda, scope un ingresso segreto che garantisce al gruppo un passaggio sicuro per l’Enclave.
Essa decide poi di affidarsi a una giovane ma coraggiosa Weaver, Brynn (la protagonista che controlleremo ndr), per guidare i membri della banda attraverso i pericoli in agguato. Il gruppo riesce così a entrare nell’Enclave, salvo poi ritrovarsi intrappolati in essa subito dopo. Lì si rendono conto della situazione, che è lungi dall’essere tra le migliori.
Brynn e compagni infatti incontrano dei robot malfunzionanti, gli Arkons, e cominciano a raccogliere informazioni sugli abitanti dell’Enclave, gli Hearthsiders, con i quali dovranno collaborare per risolvere i problemi che affliggono il luogo, a partire dal pericoloso velo magico che minaccia di espandersi verso l’esterno. La trama appare da subito promettente e interessante, e si svolgerà linearmente, senza particolari intrecci di sorta.
Le missioni secondarie saranno utili per approfondire la lore e soprattutto i background dei personaggi, che nella storia principale risulteranno appena accennati. In tal senso esse non vanno inquadrate come meri riempitivi alla stregua di come accade in tante altre produzioni, bensì come attività essenziali per la piena comprensione della lore di gioco. Senza di esse, la trama ci apparirà come incompleta.
CONTROLLARE DAVVERO GLI ELEMENTI
Pur avendo dietro Mike Laidlaw e altri ex sviluppatori veterani di Bioware, è bene non aspettarsi la qualità e la profondità narrativa di Mass Effect. In Eternal Strands vi sono dialoghi ramificati e tutto, ma le scelte che faremo non avranno pressochè alcun impatto sulla storia. Passando invece alla nostra protagonista, Brynn, scopriremo come esercita la telecinesi e alcune magie elementali, come quella del ghiaccio e del fuoco.
Da usare rigorosamente contro dei nemici di grandi dimensioni, definiti “Great Foes”. Scontrandoci con loro, sarà determinante scoprire i punti deboli e usarli a nostro vantaggio. Quando ne batteremo uno, riceveremo una sorta di filo magico che andrà a inserirsi nel mantello di Brynn, la quale acquisirà così una nuova abilità. L’aspetto dominante della produzione riguarda la “termofisica”, e più in generale il comportamento degli elementi in forma di magia.
Non si tratta di spammare banalmente degli incantesimi che andranno a infliggere danni contro i nemici di turno, ma di scoprire le interazioni e i loro utilizzi in battaglia, legati alla loro natura. Utilizzare la magia del ghiaccio per lanciare attacchi a tema? Benissimo, ma perchè non erigere dei muri di ghiaccio dietro ai quali ripararsi? O congelare le ali di un drago a cui aggrappati così da farlo cadere a terra?
Sarà davvero fantastico scoprire come le varie magie a nostra disposizione riserveranno numerose interazioni con l’ambiente e con i nemici stessi, contribuendo a un sistema di combattimento globale abbastanza grezzo a vedersi, ma insospettabilmente profondo. Incantesimi a parte, potremo far uso anche di alcune armi convenzionali, come spada e scudo, un’arma a due mani e un arco, più tutte le loro varianti magiche del caso, craftabili raccogliendo materiali in giro per il mondo.
UNA TECNICA DAVVERO MAGICA
Un altro aspetto interessante che abbiamo riscontrato è il fatto che le condizioni meteorologiche potranno influire sulle nostre abilità elementali, aumentandone o diminuendone gli effetti. Purtroppo però non saranno tutte rose e fiori: il combat system di Eternal Strands presenta infatti alcuni problemi, legati in particolar modo alle sopracitate armi convenzionali. Parare infatti risulterà abbastanza scomodo per via di animazioni stranamente lente, specialmente se comparate alla velocità dei colpi della spada.
L’arma a due mani invece, per quanto pensata per gli scontri di gruppo, ci è sembrata un po’ troppo lenta. Decisamente più avvincente è stato invece scoprire come la modalità di abbattimento dei nemici può determinare la qualità del drop. Per esempio potremo ottenere pelli migliori sconfiggendo mediante congelamento i nemici dotati di pelliccia per l’appunto. Oppure sarà possibile ricavare metalli più rari dai nemici metallici bruciandoli a suon di magie del fuoco.
Abbiamo inoltre apprezzato l’esplorazione, accentuata dalla possibilità di scalare praticamente ogni superficie in stile The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Lo stesso dicasi per il modo in cui viene elaborata la narrazione, che potrà contare su sia su filmati in 3D che su dialoghi testuali in-game e, persino, sezioni in stile visual novel. Un misto che nel complesso ci ha davvero convinto.
Per quanto concerne il fronte tecnico, Eternal Strands è stato costruito mediante l’Unreal Engine 5, e si può notare dalla forte enfasi data alla manipolazione degli elementi che, anche a livello grafico, riserva notevoli soddisfazioni. Anche lo stile scelto dal team di Yellow Brick Games, che ricorda un po’ quello di Fortnite, ci è sembrato azzeccato per il tema “magico” della produzione, impreziosito da un comparto assolutamente più che degno per una produzione che è comunque da considerarsi indie, con tutto quello che ne consegue.
Positivo inoltre il fatto che non siamo incappati in bug significativi o problemi rilevanti di framerate, che si è mantenuto solido anche in presenza di un notevole uso di magia elementale che, a conti fatti, “appesantiva” notevolmente l’ambiente di gioco.
Ultimo ma non meno importante il comparto audio, che a fronte di una colonna sonora non particolarmente memorabile può invece contare su un doppiaggio in inglese di ottima fattura, che dà al comparto narrativo un’indubbia marcia in più. A titolo informativo facciamo infine presente che manca una qualsivoglia localizzazione in italiano.
DA AVERE SENZA RISERVE
Eternal Strands è un ARPG che mostra davvero il significato di magia elementale, che in termini videoludici si limita quasi sempre al lancio di attacchi a distanza spacciati per “magici”. Davvero un ottimo debutto per il team di Yellow Brick Games, che mette in mostra gli anni di esperienza accumulati in Bioware da parte dei suoi componenti principali. A sorpresa ciò non riguarda però una narrazione profonda e stratificata, bensì un gameplay solido e divertente che ci farà davvero sentire in grado di manipolare elementi come il ghiaccio e il fuoco. Sarebbe bello scoprire cosa potrebbero mai realizzare Mike Laidlaw e colleghi con un budget maggiore: mai dire mai.
Pregi
Un'ARPG solido e divertente capace di mostrare concretamente cosa significa manipolare magicamente gli elementi. Gameplay non rivoluzionario ma ricco di tante piccole e interessanti trovate. Comparto artistico e in generale tecnico di tutto rispetto.
Difetti
La trama principale avrebbe meritato uno sviluppo maggiore, soprattutto in relazione alla ricchezza della lore complessiva. Colonna sonora un po' scialba.
Voto
8+